Castello di Gambatesa: Don Riccardo Riserva 2007* Tintilia del Molise

Cassa da 1 bottiglia o da 6 bottiglie mista
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Caveau
Il Castello di Gambatesa domina la Valle del Tappino, dove sono situati i vigneti che producono l’ esclusivo Tintilia delle collezioni LàB. Prende il nome dal primo Signore di questo feudo noto alle cronache della fine del XIII secolo, Riccardo di Pietravalle detto “Gambatesa” a causa di una gamba offesa. La ricerca, condotta nel 1811 per volere di Gioacchino Murat, Re di Napoli contiene preziose informazioni su questo vitigno introdotto durante il regno dei Borbone di Spagna nella seconda metà del XVIII secolo. Nella esposizione vinicola a Parigi del 1900, un vino Sannio Rosso del Molise, prodotto da uve Tintilia, fu premiato con medaglia d’oro !
La Riserva del Tintilia Don Riccardo Castello di Gambatesa ne è la massima espressione.

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160,00

4 disponibili

Peso 1,60 kg
Dimensioni 11,00 × 11,00 × 34,00 cm
Quantità

1 bottiglia, 2 bottiglie, 3 bottiglie, 6 bottiglie

Caveau
Grandi vini rossi italiani da Collezione
Area di produzione  Regione Molise
Denominazione  Tintilia DOC del Molise
Vintage  2007
Bottiglie disponibili  6 numerate
Tipo di bottiglia  Borgognotta 750 ml
Tipo di uva  Tintilia
Area di piantagione  Campobasso
Età del vigneto  100 anni
Composizione del suolo  Calcareo, argilloso
Epoca di raccolta  Settembre
Ceppi per ettaro  2500
Vinificazione  Macerazione sulle bucce per 22 Gg. – Fermentazione alcolica: 18/22 gradi – fermentazione malolattica: completa
Affinamento  In botti di rovere per 36 mesi e in bottiglia per 12 mesi
Caratteristiche  Vino di grande intensità, dove la speziatura domina la degustazione
Gradazione  14% vol.
Acidità  4,70 g/l
Colore  Rosso granato intenso con riflessi violacei
Bouquet  Vinoso con profumo inebriante, con leggeri sentori di frutta.
Gusto  Secco e asciutto
Retrogusto  Persistente, punte di vaniglia e liquirizia

 

Ornamento 01
Il nostro sommelier vi suggerisce
Decantare e servire in ampi calici ad una temperatura di 18° C. La sua nota vinosa e speziata, gli permette di essere un buon compagno di piatti grassi, seguendo la tradizione regionale
Ornamento

Il nostro chef vi raccomanda
Lasagna con radicchio e salsiccia, rigatoni salsiccia e ricotta, gnocchi al sugo di carne, pecorino su foglie di noce, fagiano al Tintilia, pecora in umido e soppressa molisana
Lasagne radicchio e salsiccia      Rigatoni salsiccia e ricotta      Gnocchi al sugo di carne      Pecorino foglie noci      Fagiano al vino rosso      Pecora in umido       Soppressata molisana

La ricerca voluta dal Murat rappresenta anche una preziosa testimonianza per il Molise, neonata Provincia del Regno, su l’arte di fare vino in quel territorio all’alba dell’800. Il nome “Tintilia” deriva presumibilmente dall’etimo Tinto che in lingua iberica significa “rosso”. Il vitigno, rustico, resistente al freddo, alle malattie e all’attacco delle muffe, si è acclimatato molto bene sul territorio molisano, tuttavia, la mancanza di arte nel fare buon vino, ne ha sacrificato per lungo tempo le potenzialità. Negli anni recenti la lungimiranza e la tenacia di alcuni produttori, finalizzate a riscoprire l’originalità e le potenzialità inespresse del vitigno, hanno risvegliato l’interesse per questo grande vino legato alle antiche tradizioni del territorio. I risultati  ottenuti sono risultati sorprendenti.

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